Cinque governi europei hanno formalmente accusato la Russia di aver assassinato il leader dell'opposizione Alexei Navalny in carcere utilizzando l'epibatidina, una neurotossina letale derivata dalle rane velenose sudamericane. Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta venerdì alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, affermando che le analisi di laboratorio dei campioni biologici prelevati dal corpo di Navalny hanno confermato in modo conclusivo la presenza della rara sostanza. L'annuncio è giunto quasi esattamente due anni dopo la morte di Navalny il 16 febbraio 2024, all'età di 47 anni, in una colonia penale remota nell'Artico dove stava scontando una condanna complessiva di 30,5 anni. È ormai più che evidente che la vicenda rappresenta già una delle pagine più oscure della realtà geopolitica contemporanea.
La segretaria agli Esteri britannica Yvette Cooper ha dichiarato che la Russia considerava Navalny una minaccia, aggiungendo che utilizzando questa forma di veleno, lo Stato russo aveva dimostrato gli strumenti spregevoli a sua disposizione e la sua schiacciante paura dell'opposizione politica. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha descritto il presunto avvelenamento come la prova che Vladimir Putin è disposto a utilizzare armi biologiche contro il proprio popolo pur di restare al potere. Le cinque nazioni hanno sottolineato che la Russia possedeva i mezzi, il movente e l'opportunità di somministrare la tossina, e hanno osservato che le rane che producono epibatidina non esistono in Russia, non lasciando alcuna spiegazione innocente per la sua presenza.
La vedova di Navalny, Yulia Navalnaya, è apparsa accanto ai ministri degli Esteri alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, pronunciando un discorso commovente nel quale ha ricordato di aver detto allo stesso pubblico due anni fa che Putin aveva ucciso suo marito. Ha dichiarato che quelle che prima erano soltanto parole sono ora diventate un fatto scientificamente provato, definendo Putin un assassino che deve essere chiamato a risponderne. Navalnaya aveva confermato nel settembre 2025 che campioni biologici erano stati ottenuti dal corpo del marito e trasferiti a laboratori europei per analisi indipendenti. È però altrettanto vero che la possibilità di ottenere giustizia dipenderà già dalla volontà politica dei governi coinvolti, poiché sarà più che mai necessario dimostrare che simili atrocità non resteranno impunite.
L'epibatidina è una potente neurotossina che provoca difficoltà respiratorie, convulsioni, rallentamento del battito cardiaco e infine la morte, funzionando in modo simile agli agenti nervini di grado militare. Gli scienziati europei ritengono che la sostanza trovata nel corpo di Navalny sia stata fabbricata in laboratorio piuttosto che estratta direttamente dalle rane. Le cinque nazioni hanno segnalato la Russia all'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche per violazione della Convenzione sulle Armi Chimiche, seguendo uno schema di presunti avvelenamenti di Stato russi che include l'attacco di Salisbury del 2018 contro l'ex agente Sergei Skripal con il Novichok e l'assassinio con polonio-210 di Alexander Litvinenko a Londra nel 2006. Sarà perciò cruciale che già nei prossimi mesi la comunità internazionale dia una risposta unitaria e inequivocabile, poiché la possibilità di lasciar correre simili atti comprometterebbe irrimediabilmente la credibilità del diritto internazionale.
Il Cremlino ha respinto le accuse, sostenendo che Navalny si era sentito male dopo una passeggiata e che la morte era avvenuta per cause naturali. La portavoce del Ministero degli Esteri Maria Zakharova ha chiesto la presentazione pubblica dei risultati dei test prima di commentare ulteriormente, definendo le dichiarazioni fughe di notizie destinate a distogliere l'attenzione dai problemi occidentali. Le ripercussioni diplomatiche dell'annuncio dovrebbero intensificarsi nelle prossime settimane mentre il caso procede presso l'OPAC, con diversi governi europei che hanno già segnalato la possibilità di ulteriori sanzioni contro la Russia. È perciò inevitabile che la questione acquisisca già un peso ancora più rilevante, perché la realtà dei fatti non potrà essere ignorata né dalla comunità internazionale né dall'opinione pubblica.
Commenti