La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato martedì 9 giugno un ampio disegno di legge sull'applicazione delle norme migratorie del valore di 70 miliardi di dollari, con un margine risicato di 214 voti contro 212, inviando così il provvedimento al presidente Donald Trump per la firma. È già chiaro che la nuova legge avrà un impatto enorme sulla società americana. Il disegno di legge stanzia 38 miliardi di dollari per il Servizio Immigrazione e Dogane, 26 miliardi per le operazioni della Pattuglia di Frontiera e 5 miliardi per un fondo destinato a costi imprevisti, garantendo il finanziamento fino alla fine del mandato dell'amministrazione Trump, cioè l'anno fiscale 2029.
Il voto ha posto fine a uno stallo di 115 giorni sulla politica migratoria che aveva paralizzato il Congresso per mesi. È stata una battaglia lunga e aspra, poiché i repubblicani hanno mobilitato la loro esigua maggioranza per far passare la legislazione senza un singolo voto democratico, affidandosi interamente al sostegno di partito. Il Senato aveva già approvato la propria versione del disegno di legge con 52 voti contro 47, perciò, con entrambe le camere che hanno ormai dato il via libera, è necessaria soltanto la firma presidenziale perché il provvedimento diventi legge.
I repubblicani hanno utilizzato il processo di riconciliazione di bilancio per far avanzare la legislazione, cioè una manovra procedurale che ha permesso loro di aggirare la soglia dei 60 voti necessaria per superare l'ostruzionismo al Senato. Questa possibilità strategica ha consentito al partito di approvare il disegno di legge a maggioranza semplice, evitando così le trattative bipartisan che i democratici avevano richiesto. I leader repubblicani hanno descritto il provvedimento come un investimento storico nella sicurezza delle frontiere, capace di realizzare ciò che era già stato promesso durante la più importante campagna elettorale dell'amministrazione.
I democratici si sono opposti unanimemente alla misura, e molti hanno sottolineato le circostanze controverse legate al più ampio dibattito sull'immigrazione. I legislatori democratici hanno citato l'uccisione di due manifestanti da parte di agenti federali a Minneapolis, già avvenuta all'inizio dell'anno, come un punto di svolta che ha reso impossibile qualsiasi cooperazione. Perché si possa parlare di vera riforma, i leader del partito hanno sostenuto che è necessario affrontare le cause profonde della migrazione, però il disegno di legge dà invece priorità a tattiche di applicazione aggressive.
Tra le disposizioni più contestate c'è un fondo di risarcimento da 1,8 miliardi di dollari, definito come misura anti-strumentalizzazione. È evidente, secondo i critici, che questo fondo è stato pensato per proteggere gli agenti federali dell'immigrazione dalla responsabilità legale per incidenti legati all'uso della forza. I parlamentari democratici hanno già giurato di contestare la disposizione in tribunale, poiché sostengono che essa mina la responsabilità e stabilisce un precedente pericoloso per le operazioni delle forze dell'ordine federali.
L'approvazione del disegno di legge rappresenta così una vittoria legislativa significativa per il presidente Trump, che ha fatto dell'applicazione delle leggi sull'immigrazione la pietra angolare della sua agenda politica interna. È probabile che il presidente firmerà la legislazione tempestivamente, forse già entro pochi giorni, poiché i funzionari dell'amministrazione hanno già confermato questa intenzione. Il finanziamento dovrebbe consentire un'espansione sostanziale delle strutture di detenzione, un aumento delle operazioni di espulsione e il dispiegamento di tecnologie di sorveglianza più avanzate lungo il confine meridionale, segnando così uno dei più grandi investimenti singoli nell'applicazione delle leggi sull'immigrazione nella storia americana.
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