Il Bharatiya Janata Party al governo in India è sotto un'intensa ondata di critiche dopo che la sua sezione nello stato dell'Assam ha condiviso sui social media un video generato dall'intelligenza artificiale che mostra il primo ministro Himanta Biswa Sarma mentre spara apparentemente a bruciapelo su immagini di uomini musulmani. Il filmato di 17 secondi, intitolato 'colpo a bruciapelo' e pubblicato sull'account ufficiale del BJP Assam su X, combinava riprese reali di Sarma che impugnava un fucile con immagini generate dall'IA che mostravano proiettili colpire fotografie di uomini barbuti con copricapi religiosi. È già chiaro che si tratta di un atto di propaganda estremamente grave. Il video mostrava testi come 'Assam libero dagli stranieri' e 'nessuna pietà' prima di essere cancellato a seguito dell'indignazione diffusa, sebbene copie abbiano continuato a circolare ampiamente sulle piattaforme social.
Il video includeva anche didascalie provocatorie come 'perché non siete andati in Pakistan' e 'non c'è perdono per i bangladesi,' un linguaggio che i partiti di opposizione e le organizzazioni per i diritti civili hanno condannato come esplicitamente comunitarista e disumanizzante nei confronti della popolazione musulmana dell'Assam, che costituisce circa un terzo dei residenti dello stato. È perciò evidente che la pubblicazione mirava a sfruttare le tensioni religiose. Il filmato è apparso in vista delle elezioni statali previste per marzo o aprile 2026, portando i critici ad accusare il BJP di strumentalizzare l'identità religiosa a fini elettorali in un contesto politico sempre più divisivo.
I partiti di opposizione hanno risposto con una condanna feroce. La portavoce del Congresso Supriya Shrinate ha definito il video come il riflesso di un'ideologia da assassino di massa, mentre il deputato del Congresso Imran Pratapgarhi ha accusato il primo ministro di attaccare la Costituzione indiana attraverso una retorica antimusulmana sistematica. Il Trinamool Congress in Assam ha descritto il contenuto come una sete di sangue teatrale e ha accusato il partito al governo di normalizzare i discorsi d'odio. La già nota legislatrice Sagarika Ghosh è andata oltre, definendo il video un reato penale che dovrebbe essere perseguito ai sensi della legge sulla prevenzione delle attività illegali.
Il leader dell'All India Majlis-e-Ittehadul Muslimeen e deputato di Hyderabad Asaduddin Owaisi ha presentato lunedì una denuncia ufficiale alla polizia di Hyderabad, definendo il video un discorso d'odio genocidiario e chiedendo l'azione penale. Nonostante il clamore, Sarma è rimasto provocatorio, dichiarando pubblicamente di essere pronto ad andare in prigione e senza mostrare alcuna intenzione di scusarsi. È però altrettanto vero che questo non è un episodio isolato, poiché i critici hanno ricordato il recente appello di Sarma ai residenti dell'Assam affinché rendessero la vita difficile ai musulmani Miya, un termine dispregiativo per i musulmani di origine bengalese, come prova di un più ampio schema di incitamento antimusulmano proveniente dalla più alta carica dello stato.
La controversia ha attirato l'attenzione su quello che le organizzazioni per i diritti umani descrivono come un modello sistematico di persecuzione comunitaria negli stati governati dal BJP. Gli osservatori avvertono che la combinazione di propaganda generata dall'IA, retorica incendiaria da parte di funzionari eletti e il ciclo elettorale in avvicinamento crea un ambiente pericoloso per le minoranze religiose in Assam e in tutta l'India. Più commentatori hanno chiesto alla Commissione elettorale di agire e alla magistratura di intervenire, anche se è già noto che il silenzio governativo e i ritardi giudiziari hanno storicamente permesso che tali episodi restassero senza alcuna responsabilità effettiva. Sarà perciò necessario verificare se questa volta la società civile riuscirà a ottenere giustizia, anche perché la posta in gioco è più alta che mai.
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