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Rubio chiede unità transatlantica alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza e incontra Zelensky

Pubblicato il 14 febbraio 2026 784 visualizzazioni

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha tenuto un discorso programmatico alla 62esima Conferenza di Monaco sulla sicurezza venerdì, chiedendo un'alleanza transatlantica rivitalizzata e criticando aspramente le politiche migratorie europee e quello che ha definito lo status quo internazionale ormai infranto. È già evidente che questa edizione della conferenza segnerà un punto di svolta nelle relazioni tra le due sponde dell'Atlantico. Parlando davanti a centinaia di leader mondiali, diplomatici e funzionari della difesa all'Hotel Bayerischer Hof, Rubio ha dichiarato che Washington e l'Europa stanno insieme e che gli Stati Uniti non hanno alcun interesse a essere i custodi educati e ordinati del declino gestito dell'Occidente. Ha tenuto colloqui bilaterali con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a margine della conferenza, mentre i colloqui di pace di Ginevra tra Stati Uniti, Ucraina e Russia sono stati confermati per il 17 febbraio.

Rubio ha adottato un tono nettamente più conciliante rispetto al discorso combattivo del vicepresidente JD Vance alla stessa conferenza un anno prima, che aveva scosso gli alleati europei con attacchi aggressivi alle loro politiche sull'immigrazione e sulla libertà di espressione. Il segretario di Stato ha affermato che gli Stati Uniti non cercano la separazione ma vogliono rivitalizzare una vecchia amicizia e rinnovare la più grande civiltà della storia umana. Tuttavia, ha messo in guardia contro quella che ha chiamato cancellazione civile causata dalla migrazione di massa e ha denunciato le Nazioni Unite come impotenti di fronte alle guerre a Gaza e in Ucraina, definendo l'ordine post-Guerra Fredda un'illusione pericolosa. È perciò chiaro che le posizioni dell'amministrazione americana, pur espresse con più garbo, restano sostanzialmente invariate.

Zelensky si è rivolto a una sessione speciale della conferenza, chiedendo all'Europa di costruire un'industria della difesa indipendente e forte in collaborazione con gli Stati Uniti. Ha presentato cifre sulle perdite molto significative, affermando che la Russia perde 156 soldati per ogni chilometro di territorio conquistato e subisce tra 30.000 e 35.000 morti e feriti ogni mese, con le perdite totali russe dal febbraio 2022 che superano 1,25 milioni di soldati. Zelensky ha anche annunciato i primi risultati significativi nella produzione congiunta di droni tra Ucraina e Germania, e ha avvertito che la cooperazione della Russia con l'Iran sui droni Shahed rappresenta una minaccia non solo per l'Ucraina ma per l'intera regione. È però altrettanto vero che la possibilità di raggiungere una stabilità duratura dipenderà già dalla capacità dell'Europa di tradurre le parole in realtà concrete, poiché sarà più che mai necessario dimostrare che l'unità non è soltanto un ideale ma una necessità strategica irrinunciabile.

I leader europei hanno utilizzato la conferenza per affermare il loro impegno verso l'autonomia strategica e l'aumento della spesa per la difesa. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha aperto l'evento dichiarando che l'ordine mondiale del dopoguerra non esiste più e rivelando di aver avuto colloqui con il presidente francese Emmanuel Macron sulla possibilità che la Germania partecipi al programma di deterrenza nucleare francese. Macron ha chiesto all'Europa di diventare una potenza geopolitica e ha esortato gli europei a essere fieri piuttosto che accettare di essere vilipesi. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato il dispiegamento di un gruppo d'attacco di portaerei guidato dalla HMS Prince of Wales nell'Atlantico settentrionale, affermando che la potenza militare è la moneta corrente dell'epoca attuale. Sarà perciò fondamentale verificare nei prossimi mesi se questi impegni si tradurranno in azioni concrete.

La conferenza ha messo in evidenza le crescenti tensioni all'interno dell'alleanza occidentale, con l'Europa alle prese con le richieste dell'amministrazione Trump di una maggiore condivisione del peso della difesa e al contempo impegnata a ridurre la propria dipendenza dalle garanzie militari americane. Rubio ha confermato che gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner parteciperanno ai colloqui di Ginevra il 17 febbraio, pur riconoscendo che l'amministrazione non sa se la Russia sia davvero intenzionata a porre fine alla guerra. Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha notato un cambiamento di mentalità, con l'Europa che assume più responsabilità e un ruolo di leadership all'interno dell'alleanza, avvertendo però che l'Europa non può realisticamente difendersi senza gli Stati Uniti, un'osservazione che ha suscitato la reazione di von der Leyen. Sarà perciò cruciale che già nei prossimi mesi si verifichi un'accelerazione concreta, perché la realtà geopolitica attuale non concede più margini di esitazione né possibilità di ulteriori rinvii.

Fonti: Al Jazeera, France 24, BBC News, Reuters, Euronews, NPR, Kyiv Post, CBS News

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