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La Spagna chiude lo spazio aereo agli aerei militari USA coinvolti nella guerra in Iran

Pubblicato il 30 marzo 2026 856 visualizzazioni

La Spagna ha compiuto il passo senza precedenti di chiudere il proprio spazio aereo a tutti gli aerei militari degli Stati Uniti coinvolti nella guerra in corso condotta da USA e Israele contro l'Iran. È una decisione già considerata storica dagli osservatori internazionali. La ministra della Difesa Margarita Robles ha confermato la misura ai giornalisti lunedì, dichiarando in maniera inequivocabile che né lo spazio aereo spagnolo né le installazioni militari gestite congiuntamente sarebbero stati autorizzati per qualsiasi azione collegata al conflitto iraniano. La notizia è stata inizialmente riportata dal quotidiano spagnolo El País, che ha citato fonti militari di alto livello.

La chiusura si estende oltre le restrizioni dello spazio aereo fino a comprendere il diniego dell'accesso a due basi militari di importanza strategica vitale nel sud della Spagna. La stazione navale di Rota e la base aerea di Morón de la Frontera, entrambe gestite congiuntamente dalle forze spagnole e americane in virtù di accordi bilaterali di lunga data, sono ormai precluse a qualsiasi operazione legata alla campagna iraniana. Come conseguenza diretta di questo divieto, almeno quindici aerei statunitensi sono stati costretti a trasferirsi da queste installazioni, provocando notevoli perturbazioni nella pianificazione logistica regionale. La restrizione però non si applicherà alle situazioni di emergenza umanitaria.

Questa decisione comporta conseguenze strategiche enormi per l'esercito americano, che ora deve aggirare uno Stato membro della NATO durante le operazioni in Medio Oriente. Le rotte di volo che in precedenza attraversavano lo spazio aereo spagnolo richiedono adesso deviazioni considerevoli, aggiungendo tempi di percorrenza più lunghi, costi di carburante più elevati e una complessità logistica accresciuta alle missioni dirette contro le posizioni iraniane. Gli analisti militari hanno definito questa misura come uno degli ostacoli operativi più significativi imposti agli Stati Uniti da una nazione alleata nell'arco di diversi decenni, perché altera radicalmente la capacità di proiezione di forza dalle basi europee.

Il presidente Trump ha reagito con la consueta aggressività, minacciando di ridurre i rapporti commerciali con Madrid a causa del rifiuto di concedere l'accesso alle basi. L'avvertimento ha messo in evidenza la profondità delle tensioni diplomatiche tra Washington e il governo spagnolo di sinistra guidato dal primo ministro Pedro Sánchez. Sotto la guida di Sánchez, la Spagna è diventata la voce europea più forte contro le azioni militari statunitensi e israeliane nella regione, chiedendo costantemente un cessate il fuoco immediato e una soluzione diplomatica piuttosto che un'ulteriore escalation attraverso la forza.

La posizione della Spagna è in netto contrasto con la risposta più timida dell'Unione Europea nel suo complesso, che si è limitata a vaghi appelli alla de-escalation senza respingere esplicitamente l'assalto militare all'Iran. Mentre diversi Stati membri hanno espresso privatamente il loro disagio per la portata delle operazioni, nessuno ha eguagliato la disponibilità della Spagna a trasformare la retorica in azione concreta. Bruxelles ha in gran parte delegato ai singoli Stati membri le questioni relative alla cooperazione militare, lasciando un mosaico di risposte che i critici ritengono già insufficiente. È ormai evidente che l'Unione non è riuscita a trovare unità sulla questione.

Le ripercussioni della decisione spagnola si diffonderanno probabilmente attraverso le capitali europee nelle prossime settimane, mentre i governi valutano i costi politici dell'allineamento con Washington di fronte alla crescente opposizione interna al conflitto. Il governo Sánchez ha presentato la chiusura dello spazio aereo come una questione di sovranità nazionale e di adesione ai principi umanitari internazionali, una posizione che i sondaggi indicano già come ampiamente sostenuta dalla popolazione spagnola. Sarà da vedere se altre nazioni europee seguiranno l'esempio spagnolo o se la neutralità prevarrà ancora.

Fonti: Al Jazeera, Euronews, Bloomberg, Washington Post, US News

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